Politiche editoriali

Ambito di interesse

Ricerca Psicoanalitica è membro del Council of Editors of Psychoanalytic Journals ed è attualmente, in Italia, la rivista della relazione in psicoanalisi. Nei suoi venti anni di vita Ricerca Psicoanalitica è uscita con regolarità e ha portato avanti un lavoro di grande spessore culturale, fatto di aggiornamento, scambio ed elaborazione originale di tematiche psicoanalitiche, sempre in contatto con il dibattito nazionale e internazionale più innovativo e attuale. Basta scorrere l’elenco degli autori che hanno scritto sulle sue pagine per rendersene conto.

La rivista è nata nel 1990 per iniziativa della Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione (S.I.P.Re) ed è, prima di tutto, una rivista di contenuti, fedele all’ispirazione iniziale: «Ricerca Psicoanalitica», si legge nell’editoriale del primo numero, a firma di Michele Minolli, «è caratterizzata da due scelte che riteniamo storicamente importanti: l’applicabilità clinica, strettamente dipendente da un’adeguata teorizzazione, e il metodo». La finalità di Ricerca Psicoanalitica è quella di costituire uno strumento di lavoro particolarmente orientato verso la clinica e anche un luogo di approfondimento teorico, caratterizzato da una fondamentale vocazione alla riflessione epistemologica. Si può ancora leggere nell’editoriale sopra citato: «"Relazione" ha per noi, prima di tutto, un significato prettamente teorico, ad indicare il "condizionamento reciproco" tra organismo e oggetto, quale ambito del costituirsi di strutture e organizzazione di soggettualità prima e di identità dopo». Parole queste che, a distanza di venti anni, assumono un carattere di profezia confermata dai fatti, perché attualmente stiamo assistendo ad una svolta dalle conseguenze ancora incalcolabili: parlo dell’impatto dell’infant research e della teoria dei sistemi complessi sullo studio della mente e della psicoanalisi in particolare. Sta emergendo l’enorme importanza dell’inconscio procedurale, cioè dell’inconscio non rimosso, sia nella salute, sia nella malattia psichica, insieme ad una nuova comprensione della soggettività come sistema che si eco-auto-organizza, cioè che si auto-organizza nello scambio, intensissimo e ininterrotto, con l’ambiente-mondo che organicamente gli appartiene e a cui appartiene. «Si è cominciato a pensare», dice Daniela De Robertis in un suo recente contributo, «che l’interpretazione centrata sui contenuti rimossi portati a coscienza non sia più il focus del cambiamento, sulla base della considerazione che il cambiamento non riguardi l’insight cosciente, ma l’area della conoscenza procedurale che per sua natura è implicita, inconscia e non verbale» (Coscienza, livelli di espansione e tempo. Alcuni spunti per la cura psicoanalitica. Ricerca Psicoanalitica, 1/2009: 137).

Queste tematiche di punta costituiscono attualmente il filo di Arianna che lega e tiene concettualmente uniti i diversi ambiti di approfondimento dei quali la psicoanalisi della relazione attualmente si occupa, oltre che le diverse aree nelle quali si sta specializzando: psicoanalisi del bambino, dell’adolescente, dell’adulto, della coppia, del gruppo, dell’istituzione e della famiglia, o meglio, in maggiore sintonia con il significato vero della relazione: psicoanalisi con il bambino, con l’adolescente, con la coppia e via dicendo.

 

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